„Terra Matta“ di Vincenzo Rabito (pubblicato da Einaudi nel 2007) è un libro particolare, per più di una ragione: è l'autobiografia di un bracciante siciliano semianalfabeta (1899-1981) la cui vita molto movimentata ci restituisce quasi un secolo di storia italiana (due guerre mondiali, fascismo, colonialismo, la ricostruzione negli anni '50) e non solo (è stato anche minatore in Germania) vista dal "basso", da chi lotta tutta la vita per sfuggire alla miseria e non ha spesso i requisiti culturali per raccontarla direttamente. Rabito l'ha fatto rinchiudendosi negli ultimi sette anni di vita nella sua camera con una macchina da scrivere e battendo sui tasti instancabilmente (ha lasciato oltre 1000 pagine dattiloscritte!), ma siccome non aveva frequentato la scuola, scrive in una lingua mista d'italiano e siciliano, "a oreccchio", in una sua ortografia molto personale piena di "errori", mettendo un punto e virgola dopo ogni parola. Per questo il suo racconto ha un sapore molto orale, è qualcosa di mezzo tra una narrazione scritta e orale con una forte dimensione epica. Einaudi ne ha pubblicato una edizione ridotta (ma pur sempre di 400 pagine!) fedele il più possibile, ma facilitata nella punteggiatura e con spiegazione in nota delle parole più difficili per non siciliani. Non è una lettura facile per non italiani, ma è un libro già come testimonianza molto interessante.
Text: Di Stefano
Conferenza di Dott. G. Di Stefano
in lingua italiana
Mittwoch, 7. Mai, Uhr 17:00
Schloßplatz 5
Festsaal
